
Perdona, Signore, i nostri peccati.
E' il titolo del primo mottetto composto dal Principe Carlo Gesualdo da Venosa nel 1585.
La musica di Gesualdo da Venosa, geniale autore di madrigali, ha precorso alcuni canoni della musica moderna e contemporanea ed è stata compresa in pieno solo di recente.
Il principe dei musici si rese autore nel 1590 di un delitto orrendo uccidendo, nel suo palazzo napoletano, sua moglie Maria D'Avalos ed il suo amante Fabrizio Carafa.
Così la sua musica dissonante e cacofonica è stata a lungo considerata il riflesso della mente di un pazzo sanguinario.
All'epoca uccidere la propria moglie, in seguito al tradimento con un altro uomo, non era reato, anzi era quasi un delitto dovuto, e non vi fu processo.
Gesualdo dovette soltanto mettersi al sicuro dalle vendette delle potenti famiglie Carafa e D'Avalos, rifugiandosi nel suo Castello nel paese di Gesualdo.
Carlo Gesualdo si risposò, dopo tre anni dalla strage, con Leonora d'Este e visse a lungo anche a Ferrara, per poi ritornare a Gesualdo, dove cercò invano di ricreare l'atmosfera raffinata della corte degli Estensi.
Un altro suo castello, quello di Taurasi, nei pressi del paese di Gesualdo ospita ai giorni nostri il museo del principe dei vini meridionali, il Taurasi DOCG.
A Carlo Gesualdo da Venosa è invece dedicato un vino della Cantina sociale di Venosa, "Il Madrigale di Gesualdo".
Il Madrigale della Cantina di Venosa è un aglianico del Vulture, fatto con le stesse uve aglianico del Taurasi da un vitigno antichissimo forse portato dalla Grecia duemila anni fa, attraverso Brindisi e la Via Appia.
Di Gesualdo si sta occupando da lungo tempo il regista Bernardo Bertolucci per un suo film.







