domenica, 30 settembre 2007
L'amore è vaporosa nebbiolina
fermata dai sospiri;
se si dissolve, è fuoco che sfavilla
scintillando negli occhi degli amanti;
s'è ostacolato, è un mare alimentato
dalle lacrime degli stessi amanti,
Che altro è più? Una follia segreta,
un'acritudine che mozza il fiato,
una dolcezza che ti tira su.
William Shakespeare
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giovedì, 27 settembre 2007
"In origine era Dio
e il Verbo era presso di Lui
e il Verbo stesso era veramente
il supremo Dio" Libro dei Veda
"In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio" Giov. 1,1
giovedì, 27 settembre 2007
Fa pensare il fatto che dei pacifici monaci buddisti scendano in piazza a guidare la protesta di un popolo oppresso da una lunga dittatura militare.
Io non credo che un post su un blog visitato sì e no da tre persone al giorno possa servire a qualcosa, mentre in Birmania monaci e cittadini muoiono o sono incarcerati.
Credo, invece, che cercare di raggiungere con il nostro pensiero quello dei monaci, che fanno della preghiera la loro prima arma, e quello dei cittadini birmani, possa avere un senso.
Ciò che per noi è nulla per altri è ancora una stella lontana.
mercoledì, 26 settembre 2007
Il mezzo è potente, poi sta lì come il Genio nella lampada. Basta strofinare la lampada ed il genio lavora.
"Genio!, dimmi che fine ha fatto Peppino".
Basta mettere il nome di Peppino nel motore di ricerca ed ecco finalmente notizie di una delle tante persone per bene conosciute durante questa vita.
"Genio! e quella ragazza bellissima alla quale scrivevo lettere d'amore al Liceo?" Eccotela trovata in un sito di manager, è addirittura diventata un'esperta di sicurezza informatica e lavora in giro per il mondo per una azienda americana.
E così via. Grazie al computer ho ricostruito l'esistenza di tante persone care incontrate lungo la strada. E' la cosa più bella di questo strano attrezzo, non violo la privacy, io sono affezionato alle brave persone che ho conosciuto e così so di loro almeno quello che c'è su Internet.
E se poi qualcuno che non vedo da dieci anni viene a presentare un libro a due passi da casa come è successo l'estate scorsa e non lo so per tempo?
I sintomi, il sintomo è qualcosa di anomalo. Il rumore, in meccanica, è precursore di rottura, è il sintomo che la macchina sta male. Il sintomo è sentire bussare alla porta un visitatore indesiderato, che può entrare a suo piacimento, ma che avvisa comunque del suo arrivo.
Il Genio sta lì, basta mettere i sintomi nel motore di ricerca e qualcosa salterà fuori. Che sintomi strani poi. Che idiota, cinque anni a scaldare la sedia al Liceo Classico, la malattia ha una etimologia bellissima. Ne soffrivano anche gli antichi ateniesi, quelli ricchi. E' una malattia per ricchi. E' dolce. Si chiama malattia del sangue dolce e anche malattia dello scorrere attraverso il sifone: il diabete.
E' come una punizione biblica, nella sua forma II, per gli ingordi, per chi mangia troppo. Consiste nel vedere andare via la propria esistenza attraverso la pipì.
Che è poi pipì piena di zucchero. E' già l'inferno sulla terra. Il girone dei golosi.
Io sono goloso. Lo ero.
Un inferno. La macchinetta per la glicemia di casa non funziona più. La misurano in farmacia, ma la prima farmacista visitata mi dice che oggi non ha l'apparecchio. Non c'è nessun cliente ed incomincia a parlarmi del diabete. Io la guardo negli occhi. E' minuta ed è carina, è un pò saccente e noiosetta, avrà quarant'anni. Mi sta parlando da dieci minuti. Io abbasso lo sguardo e le cerco la fede al dito.
Penso che è vero che le donne hanno degli strani istinti, uno è quello della crocerossina.
Me ne vado al mare. Incontro un'amica e facciamo una lunga passeggiata sulla spiaggia. Ci sono solo dei pensionati del Nord e qualche inglese. E' tutto stupendo, è tutto davvero meraviglioso. La mia amica mi parla per due ore. Io guardo il cielo, le nuvole, le dune, il mare. Camminiamo. Respiriamo.
Ci salutiamo, che è ormai sera, proprio nei pressi della Farmacia di Torre Canne.
Non ho soldi, sono senza occhiali, in costume da bagno e magliettina. Entro lo stesso. La farmacista ora è una ragazza dagli occhi color smeraldo, minuta e rotondetta.
Aspetto che vadano via gli altri avventori. Devo sembrare un maniaco. Le chiedo se posso misurare la glicemia.
Mi dice che va fatto di mattina, di ritornare e mi guarda anche lei a lungo negli occhi, dolcissima. Se fossi più di buon umore e non una patologia ambulante, ci proverei con la farmacista.
Sa, dico, ho dei sintomi. Ah, sì , fa lei, le fauci secche. Io ho la gola secchissima. Mi sembra di impazzire. Poi penso alla lunga passeggiata e che non bevo da quattro ore e spero ancora.
Ormai sono convinto. Ieri sera, tornando a casa, passo dal fruttivendolo e compro le mele verdi. Poi passo davanti ad un'altra farmacia. Mi sento debole. Il glucosio non arriva nel motore, viene espulso con l'urina. Ho trascorso il giorno in bagno.
Incomincio a chiedermi come sarà vivere da amputato e cieco.
Entro nella terza Farmacia, sono un uomo rassegnato. La farmacista ha cinquant'anni è paciosa, simpatica e cicciottella. Mi fa accomodare. Mi punge. Mi fa mettere il sangue nell'apparecchietto. Io ho la vista appannata, la gola secca, mi sento debole, mi scappa la pipì, mi sento confuso.
Appare il responso sul display: 86 mg/l.
Faccio un salto di gioia. Abbraccio la farmacista. Mi rimetto a sedere e mi metto a piangere, ripetendo " che paura, che paura".
La farmacista ride e non mi fa nenache pagare l'esame.
La mia aspettativa di vita è ritornata quella di prima, ma in due giorni ho perso due chili e non provo più alcuna attrazione per gelati, pastasciutte ed i cornetti della colazione.
Stasera andrò dal medico e gli parlerò dei miei sintomi.
sabato, 22 settembre 2007
"Il saggio non si espone al pericolo senza motivo, poiché sono poche le cose di cui gli importi abbastanza; ma è disposto, nelle grandi prove,
a dare perfino la vita, sapendo che a certe condizioni
non vale la pena di vivere."
Aristotele
Buon weekend a tutti :)
lunedì, 17 settembre 2007
L'estate finisce sabato prossimo. Io l'ho trascorsa sui libri, come quando ero un ragazzino e non ero mai in pari con le cose da studiare. In compenso ho viaggiato con la fantasia, ascoltando i racconti di viaggio degli amici.
Un'amica, dopo aver letto "La bastarda di Istanbul" di Elif Shafak, è partita per la Turchia a cercare nelle librerie della città altri libri della stessa autrice. Non ne ha trovati perché in Turchia scrivere e pubblicare romanzi che parlino della questione armena non è ancora consentito dalla legge e chi lo fa finisce all'indice e sotto processo ed è costretto a cambiare aria. Ed io, ascoltando la mia amica, mi sono perso con la fantasia fra gli scaffali delle librerie di Istanbul e nel traffico della città.
Un'altra amica mi ha raccontato della Russia, dove ha visto il mausoleo di Lenin.
Così anche la mia fantasia è partita di nuovo. Ho visto il corpo di Lenin imbalsamato poi, con una strana e inaspettata associazione, sono volato in Terra Santa, pensando che "il terzo giorno è resuscitato ed è salito al cielo" e per questo non ne conserviamo spoglie terrene, poi sono andato a New York per fermarmi davanti al palazzo della Borsa, pensando che fra comunismo e cristianesimo ormai sconfitti, ha vinto il modo di regolazione dettato dal mercato, dai bisogni reali o fittizi di noi consumatori, il capitalismo.
Sul mio comodino c'è un recente numero del Time con in copertina Madre Teresa di Calcutta. Si è molto parlato in questi giorni della "notte oscura" della beata, di quella lamentata assenza di Dio nelle sue giornate, dedicate a lenire le sofferenze altrui.
Dio infatti di questi tempi non si manifesta più, almeno non come nell'Antico Testamento, quando parlava e pretendeva. Da noi è assente, ci snobba. Basti pensare ai santuari. Non ce n'è uno solo che ricordi un'apparizione di Dio, mentre ne sono stati costruiti tanti in ricordo delle apparizioni della Madonna. La quale, in genere, si presenta a dei poveri cristi che poi non sanno mai come fare a dire che l' hanno vista.
Al riguardo a Brindisi si è svolta una storia bellissima. La Madonna è apparsa nel 1962 ad un vigile urbano , un tipo burbero e comunista. La moglie lo vedeva uscire di casa di sera vestito elegantemente. Quando si decise a pedinarlo, scoprì che andava in aperta campagna e si inginocchiava in preghiera di fronte ad un muro di una chiesa andata in rovina. Su quel muro c'è ancora oggi un antico affresco mariano risalente alle crociate, la chiesa forse era un ritrovo dei pellegrini francesi diretti in Terra Santa. Pare che la Madonna di notte si manifestasse al vigile urbano e gli chiedesse di coprire l'affresco. Il buon vigile urbano, certo di non essere creduto da nessuno, avviò a sue spese la costruzione del Santuario che ora protegge muro diroccato ed affresco ed è tenuto dai monaci carmelitani.
Se chi vede la Madonna non lo dice per paura di non essere creduto, molti sono invece quelli che parlano tranquillamente in nome e per conto di Dio.
Basti pensare a Silvio Berlusconi che diceva di essere "l'unto del Signore" o ad Osama Bin Laden ed alla sua guerra santa, all'attuale presidente dell'Iran e, andando indietro nel tempo, all'imperatore del Giappone e, prima ancora, ai faraoni. E mi si perdoni l'accostamento irriverente, ma anche il Papa è la voce di Dio in terra.
Io intanto cerco un semplice adesivo da attaccare al cofano posteriore della mia auto perché ho paura di essere tamponato, perché sento l'alito sul collo di chi mi insegue in auto a 110 km orari ad un metro di distanza dal mio paraurti ed io ne vedo distintamente l'espressione nello specchietto retrovisore e vedo quando si distrae e quando parla al telefono. E, mi chiedo con ansia, se dovesse arrestarsi la mia macchina improvvisamente per un guasto meccanico, se un cane mi attraversasse la strada, se volessi svoltare a destra o a sinistra, cosa accadrebbe?
Alla ricerca di un adesivo che inviti garbatamente chi mi segue a mantenere la distanza di sicurezza, leggibile ad un paio di metri di distanza, sono andato sabato sera a fare due passi fra gli stand della "Notte bianca della sicurezza stradale", manifestazione che hanno pensato di organizzare in un parco a poca distanza da casa mia. E' triste vedere come si possano aggiungere al lutto ed alla tragedia degli incidenti stradali enormi dosi di stupidità.
Non ho trovato alcun adesivo ma cartoline e cappellini e le band dei ragazzi si sono alternate sul palco, suonando musica a volume altissimo fino alle 5 del mattino di domenica ed io, tornato a casa e messomi a letto verso mezzanotte, non ho chiuso occhio per tutta la notte. Se avessi dovuto guidare l'auto a lungo ieri, avrei rischiato il colpo di sonno e l'incidente per colpa della "Notte bianca della sicurezza stradale".
mercoledì, 12 settembre 2007
Se non facevo i preliminari dicevi che ero un grezzo.
Se li facevi dicevi che ero noioso.
Straparlavi di uomini in canottiera che ti sbattessero contro il muro, poi una volta ti ho sbattuto contro il muro e volevi chiamare l'ambulanza, e poi tua madre.
Mi dicevi che non mi profumavo perché ero un bruto, mi mettevo il gel e mi dicevi che ero un frocio. Mi facevo la barba ed ero un fighetto, non me la facevo ed ero trascurato.
Sono impazzito per anni per trovare il tuo clitoride, quel maledetto gingillo che si capisce solo nei disegni. Mi provocavi con linguaggi da trivio e storie di triangoli: poi, di punto in bianco, le coccole.
Volevi sempre le coccole. Avevi sempre freddo. Ed io ero il tuo boiler, il tuo scaldapiedi, la tua stufa a pistone.
Mugolavi perché in quel film c'era lui che le strappava la maglietta, a me dicevi che ti rovinavo la piega e ti rompevo le calze.
Siamo andati almeno 5 volte a comprare biancheria intima oscena, ma non l'hai mai messa. Ogni sera indossavi il tuo pigiamone.
Mi hai fracassato le scatole per anni con tutte le tue cazzate, gli oroscopi, le pietre, il chakra, l'omeopatia, le terme, i massaggi, il tantra, sting, l'oriente, il frigo pieno di riso e di curry, tu che di colpo ti mettevi tutta storta perché facevi lo Pranayama, o a quattro zampe perché facevi l'Uttanàsana, e i pattini, i romanzetti sudamericani, tuo nonno antifascista, tua cugina, il fidanzato di tua cugina, il tuo ex, l'orgasmo clitorideo, multiplo, cariplo, brontolo, cerebrale, sindacale, sulla tangenziale.
Il fumo ti dava fastidio, il caffè senza zucchero, la musica ti dava fastidio, tutto ti dava fastidio: ma poi, ti facevi tutta seria e cercavi di ammaestrarmi con solennità al tuo ennesimo mito, la tua nuova e superlativa cazzata mensile, o male che andasse il maledetto cantautore della tua adolescenza, da ascoltare in sacrale silenzio. Ed ogni volta muto, seduto per terra come un pirla.
Quanto ti ho amata.
martedì, 11 settembre 2007
Te lo ricordi, infedele, quel mattino.
Te lo ricordi, infedele, quel mattino
che dormivamo nudi vicino
e un sole più che orientale
salendo veloce le scale
bussò ai nostri vetri e ci svegliò?
Te lo ricordi, infedele, o no?
Il primo raggio forte, sereno,
si infranse alla sommità del tuo seno
così scoppiò per un istante
un vortice di luce inondante
da te, da noi, eco del fuoco disperso
di quando cominciò l'universo
come se due che hanno fatto l'amore
fossero madri di tutte le aurore.
è di Giuseppe Conte
sabato, 08 settembre 2007
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Ti incamminerai nell'alba,
affonderai i piedi nudi nella bruma
che si leva dalle zolle di terra
sconvolte dall'aratro.
Ti vestirai dei riflessi del sole
avvolta nel tuo corto peplo bianco.
La zingara ti indicherà il cammino
leggendo le stelle
nel palmo della tua mano.
Ecco
solo questo
ti volevo dire.
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da Jesoi a RomanticaPerla
giovedì, 06 settembre 2007
Plutone rapisce Proserpina
Il ratto di Proserpina (1621-1622)
di Gian Lorenzo Bernini
è visibile a Roma.
Gli antichi romani,
che consideravano
Plutone
la divinità del sesso
e
degli inferi,
gli rendevano omaggio
offrendogli dei sedani.