E' così, non si può fare nulla. La casa al mare, a pochi metri dal mare, sulla via principale del paese, è in realtà un avamposto nella natura più selvaggia.
D'inverno, la palude è il rifugio di migliaia di storni. Durante i loro voli, bombardano letteralmente il paese, oscurando il cielo per quanto sono numerosi.
La casa è presidiata, per dieci mesi all'anno, da pochi minuscoli insetti innocui, che conosco sin dalla prima infanzia.
Ogni tanto sulle pareti esterne si vede qualche fracidana, cioé lucertola medio orientale orripilante e rarissima, presente in Europa soltanto nelle zone umide del basso Adriatico, che non entra in casa neanche se la inviti.
Ma le formiche, quest'anno, stanno passando ogni limite della pacifica convivenza, anche per un aspirante buddista come me (la conversione sarà però per la prossima vita).
Le formichine un tempo entravano in casa, misteriosamente attratte dal tepore domestico, da qualche pertugio fra il portone e lo stipite o dalla zanzariera del finestrone del bagno. Era facile individuarle. Camminavano in fila indiana anche sul cavo della SIP che entrava in casa e si fermava nell'ingresso. Erano disciplinate, ordinate, un esercito allineato e facilmente individuabile. Quando proprio non se ne poteva più, una spruzzatina di un prodotto con brevetto giapponese e scomparivano per tutta l'estate.
Adesso, invece, sono finiti i tempi delle formichine romantiche, si sono adeguate ai dettami della guerriglia Jaidista e di Al Quaeda. Non si presentano più in composti battaglioni facilmente estinguibili, ma a drappelli (commandos) di tre quattro formichine che saltano fuori nei posti più impensabili, sparse per tutta la casa. Guerriglia urbana domestica e non più battaglia campale. Non vale neanche la pena starle a spruzzare con prodotti chimici, le schiaccio con l'indice e mi lavo le mani, poi disinfetto. Operazioni chirurgiche. Le formichine sono proprio piccine, fanno pensare a quei soldati bambini che combattono le guerre nel mondo.
E vedo e sento formichine dappertutto, hanno raggiunto il loro scopo: il terrore.
Nel frattempo ho quasi finito Casa Rossa: un libro da salvare. La Marciano, oltre ad essere brava, è anche tanto discreta e non ci ha rotto le palle in nessun modo e non si hanno più notizie di lei.
Un paio di frasette da Casa Rossa che vorrei dedicare.
La prima è per RomanticaPerla.
"Come i ciechi, gli amanti sanno trovare la strada. Non importa quanto sono stati lontani, riconoscono subito l'odore, la forma, la consistenza del corpo dell'altro e trovano la strada. Una volta imparata, non si scorda più.
Avevo sentito le mani di Daniel che mi accarezzavano i fianchi. Il sapore della sua bocca, le mie dita sulla sua pelle, sui muscoli delle braccia e sul petto.
Quando mi aveva chiesto perché ridevo, avevo scosso la testa.
- Niente- gli avevo detto - Sono solo pazza di felicità-.
Questa è per Rudiae.
"Ero andata a prenderla alla stazione di Lecce.
Era eccitatissima, non stava in sé dalla gioia. Appena passata Bari, quando aveva visto il primo spicchio di mare, si era commossa. Così mi aveva detto.
Mi aveva pregato di fermarmi alla pasticceria vicina a Porta Rudiae: per anni, a Voghera, si era sognata i loro pasticciotti alla crema. Se ne era fatti fuori due, l'uno dietro all'altro, più un bigne al cioccolato e un cappuccino."