sabato, 28 luglio 2007

Un pò di gossip sull'avvistamento di Vip sulle coste pugliesi.   Pare che ieri si sia fermata una grossa Mercedes davanti alla salumeria di sotto casa a Torre Canne  con il cuoco Vissani a bordo ed alcune altre persone. Il fratello del salumiere,  la cui occupazione consiste nel sedere al fresco fuori della salumeria ed osservare clienti e passanti ed avvisare se arriva la Guardia di Finanza per gli scontrini, mi ha detto che Vissani in persona gli ha chiesto dove cercare un paio di scarpe da tennis ed ha concluso che  forse stanno preparando qualche puntata di Linea Verde da Torre Canne. Oppure Vissani è in vacanza alla masseria San Domenico di Savelletri, posto da Vip.

Io,  invece, forse oggi pomeriggio, finalmente sono in barca a vela, grazie ai sommelier di Puglia, che hanno organizzato una regata con partenza da Monopoli fino a Polignano ed al Castello di Santo Stefano.

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venerdì, 27 luglio 2007

Il problema è come andare in vacanza da se stessi. Fare meditazione? Rilassarsi in mare facendo il morto a galla? Nuotare, correre, stappare bianchi spumeggianti per accompagnare spaghetti con le cozze? Me stesso è anche questo blog. Anche troppo. Adesso, quando incontro una persona, mi chiedo che tipo di blog farebbe e, soprattutto, se sarebbe capace di farne uno. Io al blog ed ai blogger mi ci sono affezionato per davvero.

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martedì, 24 luglio 2007
cieloberlino

Capita spesso di sentir parlare di angeli.

Nel blog di RomanticaPerla oggi c'è la foto di una donna con le alucce, nuda, con bottiglia e sigaretta.

Quando un'opera d'arte è davvero grande e l'amore per essa è diffuso ed è ampiamente condiviso, essa diventa cultura, linguaggio, modo di essere, costume, sapere, società.

Questo accade anche per quelle "risibili opere d'arte" (per citare l'opinione di Roberto Calasso) che sono i film.

Anzi, nel nostro mondo, sono proprio i film che condizionano molto la gente.

Raramente un film è un'opera d'arte anzi quasi mai lo è. Troppa finzione, troppa tecnologia.

Ieri ho rivisto a casa in DVD un film che, secondo me, è un capolavoro assoluto.

Si tratta di "Il cielo sopra Berlino" di Wim Wenders.

Un film giustamente premiato a Cannes nel 1987.

Parla di angeli. Angeli che ascoltano i pensieri della gente in una Berlino ancora divisa dal muro, per strada, nelle case, nella metropolitana, in biblioteca, sotto il tendone di un circo.

Ed è proprio sotto il tendone di un circo che Damiel si innamora di una donna con le alucce (come le angelesse di RomanticaPerla) una meravigliosa trapezista e decide, anche grazie a Peter Falck, di divenire un essere umano per poter vivere accanto alla donna che lo ha fatto innamorare.

La tensione poetica del film non si allenta per un secondo durante tutta la sua durata, il bianco e nero è sommamente espressivo, il film è un capolavoro. Che ha cambiato la testa di chi lo ha visto ed amato all'epoca.

Wenders, che lo aveva coprodotto, fece soldi e girò "Il mondo alla fine del mondo", trovandosi lontanissimo da Berlino quando fu abbattuto il muro e non filmò il documento più bello che avrebbe potuto lasciarci.

Appannatasi la sua vena poetica, incominciò una parabola discendente, che ha collocato i suoi primi film "Alice nelle città", "Falso movimento" e "Nel corso del tempo"  nella mitologia del cinema.

"Il cielo sopra Berlino" dovrebbe entrare nelle scuole accanto alla Divina Commedia, come un libro di testo.

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lunedì, 23 luglio 2007
Ricevo dall' associazione Coppula Tisa e posto per chi fosse interessatoLocandina_1
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venerdì, 20 luglio 2007

tPalmizana

gr_palmizana
La questione dei profughi istriani e giuliano-dalmati e la guerra nella ex jugoslavia.
Perché parlarne in questo blog?
Perché sulle due questioni ho letto tanto, ad un certo punto della mia vita ne sono stato come risucchiato, fino a spingermi a fare un viaggio in Croazia, due anni fa, più con l'animo del profugo ritornato che del turista, più come "non riassunto" dalle Nazioni Unite in visita post bellica, che bagnante.
Da Bari i collegamenti con l'altra costa dell'Adriatico sono storici. Ricordo da bambino gli yugoslavi che venivano a fare acquisti a Corso Vittorio Emanuele e poi ritornavano sull'altra sponda, carichi di jeans, col traghetto.
Presi la Marco Polo che collega Bari a Spalato e sbarcai a Hvar. Pensavo di andare poi a Sarajevo e di fare un giro nell'interno, per vedere il post guerra, non come turista dell'orrore, ma perché una volta ho creduto che sarebbe stata la mia vita operare in zone di guerra come civile.
Non lo feci.  Mi spinsi per una visita solo a Spalato, restando stupito e sentendomi ignorante, nel vedere la città ed il palazzo di Diocleziano, che non conoscevo.
Scoprì a Hvar che le case più belle erano state degli italiani cacciati via. Che poi proprio italiani non erano, visto che erano lì da almeno trecento anni, portati dalla Repubblica di Venezia ed il sangue si era mischiato fino all'inverosimile, lasciando intatto solo un antico dialetto veneto ed un cognome italiano.
Per capirci qualche cosa in quel guazzabuglio che è la ex yugoslavia è stato chiarificante leggere Esilio di Bettiza, profugo spalatino.
Ad Ostuni, in quella sagra permanente di paese che è diventata l'estate cittadina, un'altra profuga istriana, la giornalista e scrittrice Anna Maria Mori organizza una rassegna che si intitola "Una emozione chiamata libro".
Rimando, per chi fosse interessato al programma, al sito del comune di Ostuni.
Il primo agosto, nell'ambito della rassegna, presenterà il suo lavoro un signore che, lavorando per un paio di organizzazioni internazionali, è stato a Sarajevo assediata ed è restato poi nei Balcani per circa dieci anni, scrivendo un libro.
Questo libro, che ho letto un anno fa ed il libro di Bettiza li ho dovuti prestare ad un altro signore che, lavorando per una Università dei Balcani, aveva bisogno di qualche indicazione bibliografica.
In questi giorni io sono in pieno revival balcanico.
La mia perlustrazione, che ebbe come riconoscimento il ringraziamento di una cassiera di supermercato perché mi rivolgevo a lei in inglese e non in italiano, mi portò a scoprire un'isola stupenda, un atollo tropicale nell'adriatico, l'isola di Palmizana, di fronte a Hvar.
Posseduta da circa trecento anni dalla famiglia veneta Meneghello, sopravvissuta alle persecuzioni, a Palmizana, grazie al clima, vegetano rare piante tropicali. Un paradiso.
Il supermercato di Hvar aveva anche un reparto enoteca fatto molto bene. In Croazia sanno fare il vino e ci tengono. Presi una bottiglia di Plavac Mali Ivan Dolac barrique 2003, che ho ancora in cantina. Dovrebbe essere analogo al primitivo pugliese. Cerco compagnia per fare una prova comparativa con un ormai rarissimo ES 2004 di Gianfranco Fino di Manduria.
Gradita esperienza, almeno di gewurtztraminer.
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lunedì, 16 luglio 2007
Non c'è nulla di meglio per incominciare il week-end  di una bella corsa sulla  spiaggia  all'alba.  L'alba è come un lenzuolo che  non si sa mai da che lembo prendere per stenderlo sul letto. Se attendi l'alba dalla notte prima, dopo averla vista, devi andare a dormire, se ti svegli troppo presto, quando arriva sei ancora troppo assonnato. L'alba sul mare incomincia con uno spicchio di sole arancione che affiora contro i blu ancora scurissimi del cielo e del mare e poi si solleva veloce portando il chiarore e la luce piena del giorno. A Torre Canne c'è un'antica e misteriosa tradizione legata al sorgere del sole. Durante la notte del primo settembre scendono i contadini dalla vicina Valle d'Itria, è impossibile dormire, non si ascoltano voci o schiamazzi, ma solo il rumore soffuso e continuo delle auto che arrivano e parcheggiano ed i passi delle persone che vanno verso il mare.
E' ancora notte che la spiaggia è già affollata di gente. Poco prima dell'alba entrano in acqua, con i vestiti arrotolati all'altezza delle ginocchia.
Appena sorge il sole si inchinano e bagnano la fronte. La tradizione dice che questo rito li preserverà per un anno dall'emicrania. Un tempo portavano anche la mucca o il cavallo per l'abluzione, non si capisce per quale motivo. I contadini spariscono appena dopo l'alba, senza lasciare alcuna traccia del loro passaggio, in me solo il ricordo di una notte appena insonne, come turbata da uno strano sogno.
Da un pò di anni qualcuno ha organizzato "la notte bianca" con inizio la sera del 31 agosto, in attesa del sorgere del sole del primo settembre e questo rito discreto e silenzioso, assolutamente impercettibile e senza tracce è diventato un'occasione per sviluppare il turismo. I contadini della Valle d'Itria, probabilmente spaventati da tanta confusione, forse per pudore, non vengono più a mare a mantenere viva la loro tradizione rituale. C'è musica a volume alto tutta la notte, gruppi di ragazzi che suonano e sfaccendati che accorrono da mezza Puglia e bevono, ballano e fanno il bagno all'alba. Poi tutti al bar per cornetto e cappuccino. Molte le bottiglie vuote sulla spiaggia il giorno dopo.
Il primo anno che misero la musica, fu circa quindici anni fa, chiamarono un gruppo salentino di musicisti (forse gli Aramirè). Fu lì che scoprì la pizzica, i suonatori di tamburieddhu e di cucchiai e mi si aprì un mondo che di lì a poco si sarebbe dischiuso per tutta una umanità di bagnanti estivi.
Correre sulla spiaggia all'alba dicevo. Quando sono arrivato in spiaggia non era proprio l'alba, ma già le otto e trenta. Il sole è già alto alle otto e trenta e molti sono  già in spiaggia. Passato il fiume, che è poi un canale di dove defluisce a mare la fredda acqua sorgiva, che sgorga fra le canne alle spalle della spiaggia, gli ombrelloni si diradano fino ai casermoni dell'Hotel delle Terme. Mentre corro cerco con lo sguardo, tra la gente che prende il sole guardando il mare, visi noti di persone, ma è ancora troppo presto per vedere i miei amici. Correre sulla sabbia è duro, il bagnasciuga è un piano inclinato e se per sbaglio metti il piede nell'acqua, la scarpa si appesantisce ancora di più.
Ieri pomeriggio, verso le cinque sono ritornato in spiaggia ed ho ritrovato la comitiva che frequentavo lo scorso anno. Erano reduci da una notte in discoteca. Prendevano il sole dando le spalle al mare. Il pomeriggio il sole lambisce le colline, prima di tramontare dietro di esse ed io proprio non riesco a dare le spalle al mare.
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venerdì, 13 luglio 2007
Torre_Canne_Serena
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venerdì, 13 luglio 2007
Uccelli a vele spiegate
sfrecciano nei boschi
virando ad angolo le querce,
trapassando le fronde
in cerca febbrile del nido,
come io di te, lontano amore.
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venerdì, 13 luglio 2007
Ci sono blogger che ispirano una straordinaria simpatia e che tutte le mattine vado a visitare per vedere ciò che hanno combinato, al di là delle abilità tecniche.

Una di esse è Rudiae, il cui blog, La Corte dei Limoni è ormai uno dei miei preferiti.

Oggi le dedico una poesia del poeta salentino Salvatore Toma.


Spremiti Toma
spremiti come
un limone
o spezzati come
si spezza un ramo
d'alloro per
respirare dal vivo, dal profondo.
Questo ordinarsi
di vivere non
ti fa bene non
ti rappresenta più.
Arditi Toma
datti fuoco acqua terra
datti luce
batti palpita schiuditi
battiti.

(Quad. XV, 57)
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giovedì, 12 luglio 2007

                            Ricordo

Quieta voglio ringraziare il mio destino:
mai ti perdo del tutto.
Come una perla cresce nella conchiglia,
così dentro di me germoglia dolcemente il tuo essere bagnato di rugiada.
Se infine un giorno ti dimenticassi -
allora sarai tu sangue del mio sangue
allora sarai tu una cosa sola con me -
lo vogliano gli dei.


                          L'attimo

Nessun cielo di una notte d'estate senza respiro
giunge così profondo nell'eternità,
nessun lago, quando le nebbie si diradano,
riflette una calma simile
come l'attimo -

quando i confini della solitudine si cancellano
e gli occhi diventano trasparenti
e le voci diventano semplici come venti
e niente c'è più da nascondere.
Come posso ora aver paura?
Io non ti perderò mai.



       [ Come posso dire...]

C
ome posso dire se la tua voce è bella.
So soltanto che mi penetra
e mi fa tremare come una foglia
e mi lacera e mi dirompe.

Cosa so della tua pelle e delle tue  membra.
Mi scuote soltanto che sono tue,
così che per me non c'è sonno né riposo,
finché non saranno mie.

dedicate a RomanticaPerla
postato da: jesoi alle ore 07:27 | Permalink | commenti (17)
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