Devo dar fondo alla mia cantina.
Mi iscrissi al corso per degustatori di vino per cercare l'anima gemella, perché per me un amore non è tale senza due calici di vino rosso.
Anzi nulla è più sensuale del rosso del vino nel calice, sospeso sul suo esile gambo.
Al corso incontrai un'umanità quanto mai varia, ma non trovai la donna dei miei sogni.
Questo blog nacque così per preparare gli esami e per imparare a trovare le parole per descrivere un vino.
E presto cambiò direzione.
Adesso sto sorseggiando un primitivo di un piccolo produttore locale.
E' un 2002 e non avrei scommesso un centesimo sul fatto che sarebbe stato bevibile.
Invece è pericolosamente buono ed io stasera sono proprio in vena di festeggiamenti.
Cercavo una poesia da mettere nel blog e mi ritrovo dinanzi al portatile in compagnia di bicchiere e bottiglia.
Mai fatto prima, chissà perché stasera.
Così nel paesaggio davanti a me ci sono, da destra verso sinistra, una splendida bottiglia di vino primitivo, poi il mio cristallo preferito, da barolo, ormai vuoto, il pc, il telefonino, il tappo di sughero a testa in giù, un cuore di pietra azzurra e libri di poesie di Neruda, Kavafis e Ginsberg.
Cercavo infatti delle parole e mi sono smarrito nell'estasi alcolica.
Apro a caso i libri:
Messaggio
Da quando ci siamo cambiati
abbiamo goduto filato
lavorato pianto & pisciato insieme
mi sveglio al mattino
con un sogno negli occhi
ma tu sei andato a New York
ricordandomi Bene
ti amo ti amo
& i tuoi fratelli sono pazzi
accetti la loro vita ubriaca
E' troppo tempo che sono solo
è troppo tempo che sto seduto sul letto
senza nessuno a cui toccare un ginocchio, uomo
o donna non mi importa più quale,
voglio l'amore per il quale son nato
voglio te qui con me ora
Piroscafi oceanici che ribollono sull'Atlantico
Delicate strutture d'acciaio di grattacieli incompiuti
Poppa del dirigibile che rugge sopra Lakehurst
Sei donne che danzano insieme su un palcoscenico
rosso nude
Le foglie sono verdi su tutti gli alberi a Parigi ora
Tra due mesi sarò a casa e ti guarderò negli occhi
1958
Allen Ginsberg Jukebox all'idrogeno Oscar Mondandori
Neruda
Il ramo rubato (La rama robada)
Nella notte entreremo
per rubare
un ramo fiorito
Oltrepasseremo il muro,
nelle tenebre dell'altrui giardino,
due ombre nell'ombra.
L'inverno non è ancora finito
e già il melo appare
trasformato di colpo
in cascata di stelle profumate.
Nella notte entreremo
fino al suo tremante firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.
E furtivamente,
in casa nostra,
nella notte e nell'ombra,
entrerà con i tuoi passi
il silenzioso passo del profumo
e con i piedi stellati
il corpo chiaro della Primavera.
Kavafis
Ritorna
Ritorna spesso e prendimi
ritorna e prendimi o sensazione amata -
se la memoria del corpo si desta
e il vecchio spasimo passa nel sangue,
poi che le labbra e la pelle trasalgono
e ancora le mani sembra che tocchino.
Ritorna spesso e prendimi, la notte
poi che le labbra e la pelle trasalgono.